Movimenti

Obama ha vinto

Obama ha vinto. Sono contentissima. Appena sveglia ho subito acceso il computer per verificare cosa era successo e con grande gioia era andato tutto come speravo. Ero terrorizzata che  un candidato che aveva in squadra Richard Mourdock, quello che dichiarava “Incinta dopo stupro? E’ volontà di Dio” potesse scalzare il primo presidente nero d’America. Che le lobby più retrive del Tea Party potessero ricusare la sanità per tutti di Obama. Che ci piaccia o meno quello che succede di là dall’atlantico riguarda tutti noi e credo che questa sia una grande notizia.

Un pò di giorni fa avevo trovato questo discorso di Obama agli studenti. Me lo sono stampato. Adesso ho giusto la lezione di storia. Me lo porto dietro e lo leggerò in classe.

So che per molti di voi questo è il primo giorno di scuola. E per chi è all’asilo o all’inizio delle medie o delle superiori è
l’inizio di una nuova scuola, così un minimo di nervosismo è comprensibile.
Qualcuno tra voi probabilmente sta pensando con nostalgia all’estate e rimpiange di non aver potuto dormire un po’ di più stamattina.
So cosa vuol dire. Quando ero giovane, la mia famiglia visse in Indonesia per qualche anno e mia madre non aveva abbastanza denaro per mandarmi alla scuola che frequentavano tutti i ragazzini americani. Così decise di darmi lei stessa delle lezioni extra, dal lunedì al venerdì alle 4,30 di mattina. Io non ero proprio felice di alzarmi così presto. Il più delle volte mi addormentavo al tavolo della cucina. Ma ogni volta quando mi lamentavo mia madre mi dava un’occhiata delle sue e diceva: «Anche per me non è un picnic, ragazzo».
Io ho fatto un sacco di discorsi sull’istruzione e ho molto parlato di responsabilità. Della responsabilità degli insegnanti che devono motivarvi all’apprendimento e ispirarvi.  Della responsabilità dei genitori che devono tenervi sulla giusta via e farvi fare i compiti e non lasciarvi passare la giornata davanti alla tv. Ho parlato della responsabilità del governo che deve fissare obiettivi adeguati, dare sostegno agli insegnanti e togliere di mezzo le scuole che non funzionano. Ma alla fine, noi possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo e non ottenere nulla se voi non tenete fede alle vostre responsabilità: andare a scuola ogni giorno, prestare attenzione ai maestri, dare ascolto ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, lavorare sodo. Questa è la condizione necessaria per riuscire.
Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ciascuno di voi nella vostra educazione. Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire.
Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l’opportunità offerta dall’istruzione.
Il vostro obiettivo può essere molto semplice: fare tutti i compiti, fare attenzione a lezione o leggere ogni giorno qualche pagina di un libro. Potreste decidere di difendere i ragazzi che vengono presi in giro o che sono vittime di atti
di bullismo per via del loro aspetto o delle loro origini perché, come me, credete che tutti i bambini abbiano diritto a un ambiente sicuro per studiare e imparare. Potreste decidere di avere più cura di voi stessi per rendere di più e imparare meglio.
Qualunque cosa facciate, voglio che vi ci dedichiate. So che a volte la TV vi dà l’impressione di poter diventare ricchi e
famosi senza dover davvero lavorare, diventando una star del basket o un rapper, o protagonista di un reality. Ma questa cosa è poco probabile: la verità è che il successo è duro da conquistare.
Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando.
Non sei mai un grande atleta la prima volta che tenti un nuovo sport. Non azzecchi mai ogni nota la prima volta che canti una canzone. Occorre fare esercizio. Con la scuola è lo stesso. Può capitare di dover fare e rifare un esercizio di matematica prima di risolverlo o di dover leggere e rileggere qualcosa prima di capirlo, o dover scrivere e riscrivere qualcosa prima che vada bene.
Le vostre famiglie, i vostri insegnanti e io stiamo facendo di tutto per fare sì che voi abbiate l’istruzione necessaria per
diventare persone capaci di fare grandi cose. Ma anche voi dovete fare la vostra parte. Quindi da voi quest’anno mi
aspetto serietà. Mi aspetto il massimo dell’impegno in qualsiasi cosa facciate. Mi aspetto grandi cose, da ognuno di
voi. Non deludeteci, non deludete le vostre famiglie, il vostro Paese e voi stessi. Rendeteci orgogliosi di voi. So che
potete farlo.

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