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Il mio ” stare” ogni 20 novembre con la giornata dei Diritti dell’Infanzia.

Ci sono dei riti a scuola che per me sono fondamentali ,  ritornano sempre e segnano un tempo ciclico, come il dì e la notte,i giorni della settimana, i mesi e le quattro stagioni . Ad essi mi affeziono e il legame che stringo con loro è via via più forte, perché la natura della società in cui viviamo urla la necessità di non perderli e di tramandarli.

Mi riferisco in particolare alla data del 20 novembre, quando si celebra la ricorrenza della nascita della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il  20 novembre 1989.

I diritti sono dei BISOGNI a cui non è possibile rinunciare,  si ricollegano a qualcosa di antico, di sempre esistito, che  accompagna l’uomo costantemente nel suo cammino di sopravvivenza .Un  bisogno è qualcosa di fondamentale, irrinunciabile, addirittura vitale per l’esistenza stessa.

Io sento come bisogno vitale, ogni 20 novembre, di parlare ai miei alunni ( a prescindere dalla classe che frequentano) dei seguenti punti:

Quattro sono i principali punti su cui si articola:

a)     Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.

b)     Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.

c)     Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

d)     Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

Alla Convenzione sui diritti dell’infanzia hanno aggiunto due Protocolli opzionali approvati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2000.
I Protocolli sono stati ratificati dall’Italia con legge 11 marzo 2002, n.46“Ratifica ed esecuzione dei protocolli opzionali alla Convenzione dei diritti del fanciullo, concernenti rispettivamente la vendita dei bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia rappresentante bambini ed il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, fatti a New York il 6 settembre 2000”.

Così passiamo ore ed ore a parlare di questi argomenti , perché tutti si sentono coinvolti . Sul piano emotivo si sentono importanti, perché vengono messi al centro di un’attenzione reale , sanno che qualcuno si occupa di loro, si sentono tutelati. Sul piano cognitivo imparano a riconoscere quali sono questi diritti e a capire che tutti , a qualsiasi età,  hanno l’esigenza di essere trattati con pari dignità. Cominciano a sviluppare un pensiero critico , iniziano a riflettere su se stessi e sugli altri, apprezzano di più tutte le opportunità che la vita offre loro.

I miei alunni , quando iniziamo  a leggere gli articoli della Convenzione punto per punto, intavolano discussioni animate , presi dal desiderio di  raccontare il loro punto di vista. Io mi soffermo ad ascoltarli e ogni volta li vedo arrivare alla seguente conclusione: “Perché  solo nel 1989 gli adulti hanno pensato di mettere “nero su bianco” i nostri diritti? “.

Bella domanda, anche se mi fa sentire un pochino disorientata, perché io faccio parte della categoria “adulto” ai loro occhi.Inoltre l’Italia ha ratificato la Convenzione solo il 27 maggio 1991, con la Legge n. 179, pertanto il morale mi scende  ancor più sotto le suole delle scarpe quando lo devo annunciare. Ecco,è veramente imbarazzante doversi scusare, per tutto quello che  non facciamo per i cuccioli della nostra specie!

Allora io racconto, racconto come si fa con le fiabe quando si è piccoli, che esiste una meravigliosa Convenzione, una Carta dei Diritti del Bambino, in cui ci sono parole belle e parole dure ma tutte al loro servizio  per proteggerli. Racconto  che a loro volta dovranno tramandare alle generazioni future ogni parola. Qualche volta andiamo a vedere che cosa succede nel mondo, agli altri bambini come loro, ad esempio quest’anno abbiamo parlato di Malala Yousafzai , una ragazzina di 14 anni che voleva solo studiare, voleva libri non armi, e per questo le hanno sparato. Una mattina mi sono commossa quando mi hanno guardato e mi hanno chiesto: “Come sta Malala?” oppure ” Lo sai che Malala sta migliorando, l’hanno portata in Inghilterra per darle tutte le cure necessarie”.

Non mancano mai le richieste di aggiungere nuovi articoli. A volte sono legati alla loro pigrizia tipo ” Il diritto a non lavarsi se uno non ne ha voglia” fino alle richieste più alte tipo” Il diritto a non avere intorno adulti stupidi” a cui io mi associo con un gran sorriso.Non mancano mai i diritti nei confronti delle piante e degli animali come ad esempio “Il diritto a cantare la ninna nanna al mio cactus” perché lui così è felice.

L‘UNICEF ha lanciato proprio in questi giorni un’iniziativa doverosa: la cittadinanza onoraria per i bambini stranieri nati in Italia, speriamo che questo tema vada presto in porto e risolto, per promuovere il diritto alla non discriminazione.

Quando entro nel sito dell’UNICEF, trovo  “I Diritti dei bambini in Italia”, dove vengono segnalati alcuni ambiti operativi. Nella sezione scuola e università  ogni anno ci sono materiali utili  per lavorare in classe.

Questo è il mio “stare” il 20 novembre di ogni anno, spero tanto che lo sia anche per tutti voi.

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