Didattica

Apprendere tramite prova ed errore

Quando vado a scuola passo sempre da un campetto sportivo comunale perché così posso camminare sull’erba. Questo è un momento particolare perché mi invita alla riflessione e così oggi  mi sono ritrovata con la mente sulla seguente questione:

  •  ” Quali sono i meccanismi che i miei alunni utilizzano per imparare?”.

I bambini tutti i giorni affrontano almeno 6 ore di lezione e due di intervallo, di conseguenza se ne deduce che almeno all’esposizione dei contenuti didattici sono presenti. Ma basta questo a dire che si impara? No di certo, così si è solo fruitori passivi e la scuola assomiglia ad un film, i banchi sono come le poltrone del cinema e tutto scorre come nelle pellicole.

Se ci si addentra però in una classe e si osserva con attenzione che cosa succede si scoprono tantissime situazioni in cui i bambini imparano e sono questi momenti quelli che rendono la giornata più interessante.

Di fronte ad un compito loro provano e riprovano fino a quando non sono soddisfatti e la mitica frase risuona nell’aria: ” Ho finito!”. Poi però scatta la fase del confronto, quella dove si ascoltano e a vicenda per vedere come ha fatto lui, come ha provato lei. Così scatta il desiderio di cambiare qualcosa, di portare delle modifiche, perché quello del compagno è più bello , più interessante , aggiunge qualcosa che piace oppure è giusto.

E così sembra di stare nella fabbrica dei giocattoli di Babbo Natale, dove tutti sono impegnati in qualche faccenda: i bambini sono impegnati a confrontarsi con la prova e l’errore che li porterà ad imparare.

Molti pedagogisti si sono occupati di studiare questo meccanismo, Popper infatti lo considera una fortuna perché apre la strada alla soluzione.

Così ho deciso di fare una ricerca sul ruolo dell’ errore , nonostante insegno da 33 anni, perché rimane sempre un argomento che mi affascina. Tutte le letture mi hanno rincuorato: l’errore può diventare un grande alleato delle nostre lezioni.

Oggi per esempio dovevo affrontare la mappa concettuale per scrivere un tema, sembra una cosa facile ma se osservata dal punto di vista di un bambino ecco che la prospettiva cambia. La mappa per alcuni sembra un insieme di parole da ricopiare, un elenco di domande a cui rispondere, qualcosa che non serve. E’ molto difficile per alcuni di loro capire che è solo il contenitore delle idee che poi dovranno risistemare attraverso la riflessione linguistica. Da molto tempo lavoro sul tema e le mappe e ho sempre cercato di far capire la loro funzione e il loro modo di essere usate, però è sempre stata una mia lettura del problema.

Così oggi, dopo tutte le riflessioni da Popper in poi, ho deciso di lasciarli provare e poi partire dal loro punto di vista. Una bambina , leggendo la sua prima parte del tema, ha inserito una frase che non serviva , era solo una considerazione che avevamo fatto studiando la mappa proposta dal libro. Tutti hanno sorriso divertiti e dal suo errore hanno capito in un secondo come si deve utilizzare l’informazione. Le ho rivolto un grande sorriso e l’ho ringraziata perché il suo errore aveva risolto il mio problema.

In classe l’errore spesso viene vissuto come momento di riflessione e confronto, non se ne osserva il suo valore negativo e basta, certo i bambini all’inizio sono un po’ perplessi,” ma come mi lodi perché ho sbagliato?” sembrano dire. Poi iniziano a capire che l’errore è un valore aggiunto e certe volte anche  molto divertente. Così si sfata un pochino la paura dell’errore, come elemento di colpa o inadeguatezza, e attraverso continue prove ed errori iniziano a capire che è una normale linea di approccio ai problemi, non solo propri ma di tutti i compagni di classe.

Viene spontaneo chiedersi: ” In quale modo ai bambini piace imparare?”.

Prima di tutto ci vuole il coinvolgimento affettivo, una buona relazione è la chiave d’accesso alle loro menti, sicuramente dare tempo per rielaborare i contenuti è indispensabile ma in fondo ciò che preferiscono è imparare divertendosi. Quando ciò accade si trasformano, se prima erano stanchi e svogliati ecco che tutte le energie ritornano a galla.

Anche noi adulti impariamo per prova ed errore, solo che noi dimentichiamo di metterci alla prova e di divertirci, mentre i bambini lo fanno di regola. C’è sempre da imparare!

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