Paesaggio

Manifesto Progettuale – Premessa

La fallimentare esperienza dei piani di emergenza per le “aree ad alto rischio di crisi ambientale” che, agendo a “valle” delle cause generatrici del degrado, non hanno la forza di arrestarne la crescita (anzi, in molti casi contribuiscono ad accelerarla),  richiede di imboccare con determinatezza la strada delineata come bonifica, conversione, valorizzazione ambientale e territoriale.
Questa strada configura un processo necessariamente complesso di pianificazione, composto da progetti, politiche, norme, indirizzi, azioni, comportamenti nel loro insieme e congiuntamente volti a trasformare le regole genetiche del territorio per produrre un altro modello insediativo fondato sulla sostenibilità e sulla alta qualità ambientale e territoriale: un modello che realizzi proporzioni e relazioni virtuose fra attività produttive (rese coerenti con i le capacità di autoriproduzione dei sistemi ambientali); attività insediative, (finalizzate al recupero di un’alta qualità dell’abitare, del produrre, del comunicare); e sistemi ambientali (la cui rivitalizzazione costituisce la precondizione della sostenibilità).
Le linee orientative per un progetto integrato si compongono di uno scenario strategico di riferimento che delinea gli assetti di medio e lungo periodo della trasformazione ecologica dell’insediamento, ai quali avvicinarsi progressivamente attraverso un complesso di azioni di natura socioeconomica, territoriale,e ambientale che intervengono contestualmente e sinergicamente sulle principali variabili del contesto insediativo.
A differenza delle “bonifiche” del passato (volte a conquistare porzioni di spazio naturale per trattarlo produttivamente) la trasformazione attuale assume il prerequisito di “restituire”  alla natura porzioni di spazio “contaminato” dalla presenza umana (laddove l’eccesso di artificializzazione ha portato al rischio di collasso degli ecosistemi) per poter avviare nuovi cicli di “territorializzazione” sostenibili.
Il capitale naturale è divenuto per la prima volta nella storia un bene scarso (rispetto alla sovrabbondanza di capitale prodotto dall’uomo che ha generato i noti limiti fisici e sociali allo sviluppo); produrre qualità ambientale diviene ora produzione di ricchezza.

La bonifica, il risanamento e la valorizzazione del territorio e dell’ambiente divengono produzione di ricchezza.

Il progetto ambientale / territoriale che, per affrontare efficacemente le cause del del degrado, deve mobilitare le principali strutture del sistema insediativo, supera una collocazione settoriale configurandosi simultaneamente come azione culturale, sociale, economica e politica.
Culturale in quanto, per affrontare strutturalmente la genesi del degrado, mette in scena nuovi modi di abitare territorio, di produrre, scambiare e consumare beni e servizi. Il piano si configura innanzitutto  come manifesto culturale che prospetta scenari, indica compatibilità, stimola comportamenti e politiche; favorisce la diffusione di conoscenze e di sapienza ambientale;
Sociale e politica, poiché la ricostruzione di un rapporto virtuoso fra abitanti e territorio implica un profondo coinvolgimento degli stessi nella sua conoscenza, produzione e manutenzione; dall’abitazione all’alimentazione ai rifiuti, alla produzione e al consumo di enetgia, alla manutenzione urbana e del verde, al recupero edilizio, al monitoraggio sulla qualità ambientale e sulla salute pubblica. Il progetto, per praticare la cura dei luoghi attiva attori sociali, istituti, saperi, tecniche, momenti educativi, comunicativi e decisionali verso forme di sviluppo autocentrato, di nuova democrazia e di nuova municipalità.
Economica, in quanto il progetto interviene sulla selezione e indirizzo dei cicli produttivi e dei prodotti e sulla appropriatezza delle tecnologie in funzione della ridefinizione delle condizioni ambientali e territoriali di sostenibilità. In particolare l’attivazione di economie di bonifica e riqualificazione ambientale può contribuire alla trasformazione ecologica dell’economia oltre che a costituire un importante momento di conversione occupazionale.
In questo percorso obbligato il piano perde la sua connotazione settoriale di “piano di disinquinamento”  per divenire progetto pilota di riconversione ecologica di un’area di frotte sviluppo industriale e degrado ambientale, caratterizzata peraltro da un’economia aperta e competitiva sui mercati mondiali. Proprio la complessità del luogo ne connota il carattere strategico per la sperimentazione esemplare di modelli di sviluppo sostenibile.

a cura di Alberto Magnaghi
Tratto da Urbanistica Quaderni
Irer – Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia

Bonifica, riconversione e valorizzazione ambientale del bacino dei fiumi Lambro, Seveso e Olona – Linee orientative per un progetto integrato Milano 1888 - 1980 Area milanese nel 1888 e nel 1980, in: Università Verde Milano, dispensa n.5, Milano, 1987.

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