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Semi

#Semi242

Mi avrebbe fatto piacere incontrare queste persone, per poter condividere con loro le mie idee: non avendolo potuto fare mi sono immaginata cosa sarebbe potuto accadere.

Anne Marie Fixot – A quanto afferma, ciò che bisogna porre come priorità è l’interesse generale, il quale può essere discusso dai cittadini. Ma la difficoltà è che bisogna posizionare i cittadini, o quanto meno metterli in relazione con il dibattito in atto. Ed è appunto quello che oggi pone problemi, perché mi accorgo, come lei stesso diceva poco fa, che molti se ne disinteressano, sono indifferenti, mentre altri, a causa  delle loro condizioni socio-economiche, non riescono a dire la loro sull’interesse generale. Che fare? Come pensare questa democrazia a venire? Quel’è il ruolo dell’informazione, dell’educazione di ogni giorno, non solo dei bambini ma anche di noi stessi? E soprattutto a quali tipologie di relazioni di cittadinanza è possibile pensare per fare in modo che l’interesse generale venga effettivamente preso in considerazione dalla totalità del corpo cittadino e non semplicemente da alcuni, anche nel caso della democrazia diretta?

Cornelius Castoriadis  – Sta qui il problema fondamentale, sono completamente d’accordo con lei. La partecipazione dei cittadini, a molti livelli della società, non è qualcosa che bisogna aspettare come un miracolo: bisogna lavorarci intensamente, introdurre dispositivi istituzionali che la facilitino. L’elemento centrale, ripeto è la paideial’educazione, di cui la scuola è solamente una piccola parte. Anche Platone lo sapeva, e infatti diceva che “le mura delle città educano i cittadini”. E’ assolutamente vero, ma così poco messo in pratica…  [segue]

Vandana Shiva – Il nostro primo obiettivo è ancora oggi quello di creare nei cittadini la consapevolezza del fatto che essi hanno il potere di liberare i semi e loro stessi. Gli agricoltori hanno riprodotto i semi aumentando la diversità, la resistenza, il gusto, il valore nutrizionale, la salute e l’adattamento agli agro-ecosistemi locali. La produzione industriale considera invece i contributi della natura e degli agricoltori come niente.[segue]

Cornelius Castoriadis  – Giungiamo così al nodo gordiano della questione politica oggi. Una società autonoma può essere instaurata solamente dall’attività autonoma della collettività. Tale attività presuppone che gli uomini investano con forza su ben altro che non il possibile acquisto di un nuovo televisore a colori. Più in profondità, essa presuppone che la passione per la democrazia e la libertà, per gli affari comuni, prenda il posto della distrazione, del cinismo, del conformismo, della corsa al consumo. In breve, essa presuppone tra l’altro, che l’economico cessi di essere il valore dominante o esclusivo.

Amanda Pacher – Un seme è un piccolo elemento della natura che ha la capacità di dare origine a forme variegate e complesse capaci di rigenerarsi nello spazio e nel tempo. Non si inventa un seme, lo si trova e se ne osserva il comportamento, sia che derivi da un suo atto spontaneo, sia che derivi da un atto voluto dall’uomo.  Se le condizioni sono favorevoli il seme ha la capacità di mettere in atto una serie di cambiamenti che lo condurranno ad un risultato finale. Ma perché questo accada c’è bisogno di una comunità che lo adotti, lo difenda e lo faccia evolvere perché il nutrimento da esso generato sia sufficiente alla comunità stessa. Avendo trovato una collezione di semi molto buoni nel calendario del Movimento della Decrescita del 2013 mi domandavo quale attività, come soggetto autonomo della mia collettività, avrei dovuto fare, per  utilizzarli per dare una mano a creare quella società autonoma descritta da Costariadis nella quale mi rispecchio interamente. Avendo ben chiaro il concetto di paideia , guidata dalla mia esperienza di insegnante, ho pensato che la prima cosa da fare era elencare i concetti e appenderli in una bacheca in una forma semplice, in cui anche l’uso di immagini potesse aiutare la comprensione stimolando altre capacità intellettive. Finito questo lavoro ho calendarizzato le lezioni che avrei tenuto nella mia classe, per distribuire coerentemente nel tempo gli insegnamenti. Come faccio solitamente per ciascun argomento  ho iniziato a raccogliere materiale per poter costruire quegli approfondimenti  che sono necessari perché la lezione abbia quella appetibilità che stimoli la comprensione. E’ una vera fortuna che sono nel 2013. Perché tutte queste attività possono essere fatte in modo sociale. Se chi crede in questo metodo mi dà una mano o a raccogliere semi, o ad approfondire il significato che questi hanno, o a tenere qualche lezione anche loro alla comunità credo che raggiungeremo l’obbiettivo proposto. A proposito ognuno è libero di dare quello che può ed utilizzare i linguaggi che crede ed evidentemente estendere il pezzo di rizoma a cui si sente più vicino. Chi ama le immagini può creare altre bacheche, chi è sempre in giro ed è abituato a fotografare le cose che ama continui a farlo con maggior impegno, chi ha occasione di parlare di questi argomenti utilizzi liberamente il materiale che trova nella mia classe condividendoli con i suoi ascoltatori. Due parole vanno sicuramente spese per creare un nuovo approfondimento di un seme esistente. Lo strumento più adatto a raccogliere materiale eterogeneo è Twitter.  Per cui chiunque metta le foto nelle proprie bacheche, i testi nei proprio quaderni, raccolga pure le immagini mentre viaggia ma comunichi a tutti gli altri l’esistenza di questo materiale mettendo un messaggio su Twitter con il riferimento al contenuto e il tag #semi242. Se vuole indicare anche come produrre il contenuto faccia un disegno come quelli che hanno utilizzato per raccontare le Fiabe con Twitter non dimenticando di taggare con #semi242. lI nome dei semi e le immagini di questi sono gli unici segni che definiscono questa collettività e sta a tutti noi fare in modo che una volta piantati crescano in modo rigoglioso e sfamino il numero più grande di persone.

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