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03.1 Autoproduzione

03.1 Autoproduzione

Vi è mai capitato di vedere una stampante 3D? A me una volta, ma non ci avevo fatto caso perché non ne avevo capito tutte le implicazioni, poi ho letto questo articolo, che a partire dal titolo Materializzazioni impone un corso alla riflessione molto stimolante. Ma il punto veramente illuminante, almeno per me, è stato l’aver visto il video che vi è contenuto.

L’autore è sicuramente intrigato dai concetti legati all’Internet delle Cose e tutti gli stimoli che fornisce sono molto importanti ma io sono stata colpita da alcuni aspetti che vengono proprio dalla visione del video.

Se le stampanti 3D ci indicano che in un futuro non molto lontano potremmo costruirci da noi le cose che ci si rompono e quando anche la tecnologia dei materiali sarà così progredita potremo scegliere il materiale più idoneo fino anche a confezionarci il cibo, i concetti che mi hanno stimolato maggiormente sono quelli legati alle possibilità che avremo quando l’informazione sarà distribuita e disponibile a tutti. O meglio appena noi saremo in grado di legare la disponibilità di informazione, che già abbiamo in sovrabbondanza, ad un uso pratico per tutti noi (costruirci gli oggetti che noi abbiamo bisogno) otterremo due risultati : il primo di rendere l’informazione intelligibile e l’altro di avere un nuovo stile di vita.

E’ una tesi che sto cercando di approfondire da tempo, e più mi addentro più sono convinta che i due fenomeni siano connessi.

Non ho assolutamente sistematizzato il pensiero: non ne ho assolutamente la pretesa. Ho colto l’occasione della particolarità della mia candidatura in una campagna elettorale per mettere nello stesso luogo, questo blog, esperienze che parlavano di qualcosa che doveva partire da noi e che avrebbe dovuto essere fatta in modo diverso da come siamo abituati a farlo.

L’autosostenibilità di Magnaghi è il primo caso che mi viene in mente. Il Giubileo del Debito e il fatto che possiamo farlo probabilmente anche noi, è un buon esempio legato all’ambito economico. Al fatto che dobbiamo pensare le città in modo diverso ho dedicato più articoli: AnarCity per me rimane un caso paradigmatico di quanto sto affermando ma, anche quando parlo degli svedesi che impacchettano soluzioni per concepire una città sostenibile in un depliant, mi viene subito in mente la scena in cui un rappresentante di questa azienda, cerca di prendere l’appuntamento con l’amministratore pubblico di un medio piccolo comune italiano per parlare di questi temi.

Un articolo a cui tengo molto è quello estremamente teorico sulle modalità di come scrivere documenti che, unito a quello sugli oggetti sociali, avrebbe dovuto rassicurare che qualcuno sta studiando le implicazioni, non solo tecniche, degli strumenti che via via ci vengono messi a disposizione e che non sarebbe male imparare ad utilizzarli ad un livello migliore.

E non dite che siano cose nuove: il McLuhan di qualche decennio fa le aveva dette a proposito di un’altra era ma quell’analisi è totalmente utilizzabile per i nostri tempi sia dal punto dell’innovazione degli strumenti, ma soprattutto perché quest‘innovazione è strutturalmente legata al cambio dell’economia e quindi dei fondamenti della nostra vita.

La coscienza che anche da un punto di vista storico il momento sia strutturale credo di averla fatta trasparire quando ho riportato l’articolo sul mediatizzato ma soprattutto con le osservazioni di Castoriadis a cui tengo molto.

Adesso avrete capito il perchè di Semi dove ho cercato sia di fare una cosa che partisse da noi sia che fosse fatta in modo diverso da come siamo abituati a farlo.

I contenuti appena elencati sono stati collegati, tramite le immagini che li denotano, ad un processo che si è dipanato per circa due mesi, in cui sono state coinvolte in maniera diretta una ventina di persone e in maniera indiretta qualche migliaio. Tante azioni pratiche, sorrette da un pò di teoria, per vedere come quelle persone potessero lavorare in modo corale proprio tramite quegli strumenti che volente o nolente cambieranno la loro vita. Chissà se quanto aggiunge qualcosa a quanto stanno discutendo adesso nella comunità di Giap?

A proposito questo articolo l’ho legato al seme Autoproduzione.

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